intervista agli insegnanti polacchi: Piotr,Ursula, Agnieszka

1- How did you come to Turin ? was it a long travel?

Siamo arrivati in Italia prendendo due aerei e facendo una lunga sosta un po’ stancante a Monaco in Germania

2-what do you teach?

Non siamo insegnanti curricolari ma  psicologi e non lavoriamo in gruppo con gli alunni ma li vediamo uno a uno

3-How many years have you been theacing ?

La nostra esperienza di lavoro nella scuola va dai 15 ai 25 anni

4-Do you like your jobs ? what would you like to change ?

Amiamo  il nostro lavoro che fanno,non cambieremmo nulla, ma, aggiunge Agnieszka,  “se degli studenti  chiedessero dei cambiamenti, cercherei di capire se devo modificare qualcosa nella modalità con cui svolgo la mia attività”

5-what are the differences between our school and yours?what about  students and teacher ? what about school time and organization?

 in Polonia le ore di lezione  durano 45 minuti e durante la mattinata ci sono più intervalli, ma la pausa pranzo è molto breve.Non abbiamo invece  notato differenze rispetto agli insegnanti o agli alunni .

6-do you  have technological materials in your scholl?interactive boards ,pc …do you use them during lessons?

In tutte le nostre aule c’è una lavagna collegata al PC, e inoltre nella scuola ci sono tre laboratori di informatica

Intervista agli insegnanti turchi. [Interview to turkish teachers]

Noi ragazzi  del giorn@lunno, nell’ora di  alternativa abbiamo  svolto un laboratorio durante il quale abbiamo incontrato il gruppo di insegnanti turchi che ha visitato la nostra scuola la scorsa settimana  e abbiamo posto loro  delle domande. Abbiamo  parlato  con loro in inglese , e ci hanno  fatto  notare  le differenze  fra la nostra  e la loro scuola . Loro sono  rimasti  colpiti da come  è strutturata la nostra scuola, anche  dal nostro sito online giorn@lunno.it  e  ci hanno  chiesto di scrivere qualcosa   sia in italiano  che in inglese per farlo leggere agli studenti della scuola di Antalya. A noi è  piaciuto  molto questo incontro, perché sapevano  spiegare  bene le loro idee anche se in inglese, e l’abbiamo trovato  molto  interessante.IMG_5571bis

Ecco l’intervista

1] Vi piace fare gli insegnanti?

R: 4 di loro ci hanno detto di si perché è un lavoro  difficile ma molto importante perché apre la mente degli studenti,ed invece uno ha detto di no,perché si sente limitato nello svolgere questa professione  e vorrebbe potere fare molto di più,comunque cerca di farlo al meglio superando ogni volta i propri limiti.

2] Da quanti anni fate questo lavoro?

R:Dai 12 ai 26 anni.

3] Com’è la vita in Turchia?

R:Bella per certi aspetti e brutta per altri.

IMG_5578

4] Che tipo di scuola è la vostra?

R:è una scuola per ragazzi dotati di talento: al mattino frequentano una scuola normale ed al pomeriggio,  una o  piu volte la settimana, frequentano delle lezioni presso il nostro Centro  per approfondire materie quali: meccatronica, biologia, matematica, filosofia,musica,arte e fisica.

5] Quali sono le principali differenze tra la nostra scuola e la vostra?

R:Riguardo all’arte e la musica, la principale differenza è che in Italia si studiano già nella scuola primaria, mentre in Turchia si studiano nei livelli successivi di scuola. Però in Italia non ci sono scuole per ragazzi dotati di talento!

6] Siete stati contenti di visitare Torino?

R:Si siamo stati accolti tutti in modo molto amichevole e ci siamo sentiti come a casa.

7] Com’è andato il viaggio?

R: Molto bene,senza ritardi abbiamo fatto scalo a Istanbul perché non ci sono voli diretti tra Torino e Antalya.

8] Cos’è  che vi ha colpito di più in questa scuola?

R:Ci ha colpito il fatto che i ragazzi non hanno uniforme e che le classi non sono tanto numerose e c’è un buon clima educativo e una buona organizzazione. In Turchia spesso si tende all’esagerazione.

 

9] Consiglierebbe a qualcuno di andare a vivere in Turchia?

R: Si,la Turchia è bella. Lo consiglio. Ad Antalya ci sono molte comunità di Inglesi,Tedeschi e Russi che vivono là anche i rifugiati vengono accolti bene e si cerca di dare loro  un lavoro e una casa.

10:] Come mai siete venuti a Torino?

R:Siamo venuti qui per un progetto artistico e per osservare  l’arte Italiana.

11] Che materie insegnate voi 5 insegnanti?

R: Noi siamo insegnanti di Inglese, Musica, Arte e Letteratura.Ma l’importante non è insegnare  le discipline,ma far fare ai ragazzi cose importanti come quella che state facendo voi adesso, qualcosa di importante per la vostra crescita e maturazione.

12] Cosa cambiereste nella vostra scuola?

Vorremo aggiungere delle attività sportive.Ci piacerebbe riuscire a far partire un progetto che prevede che gli studenti vengano a scuola in bicicletta.

13] Nella vostra scuola ci sono le Lim?[Lavagne  interattive multimediali]

R:Si ci sono ma sono diverse dalle vostre, sono come dei grandi tablet appesi al muro.

IMG_5492
Ibrahim nella sua classe con alcuni alunni durante una lezione di Inglese

 

Tutti siamo uguali!

Ho intervistato due compagni di scuola, M. ed S., per capire meglio la situazione di chi vive lontano dalla sua terra di origine.

Da dove proviene la vostra famiglia, da quanto tempo vivete in Italia?

M. e S. LE NOSTRE FAMIGLIE PROVENGONO DALLA ROMANIA, MA NOI SIAMO NATI IN ITALIA

A. IO SONO NATO IN ROMANIA

Quanti parenti avete qui?

M.A.  Io ho zii e cugini in Italia
S.  Io ho solo la mia famiglia

Tra i vostri amici ci sono più ragazzi italiani o ragazzi rumeni?

M.A.  = IO HO PIU AMICI ROMENI CHE ITALIANI;
S. = INVECE IO HO PIU AMICI ITALIANI.
In famiglia quale lingua parlate?

M.A. = PARLO IN ROMENO.
S. = PARLO IN ITALIANO.

Avete dovuto studiare molto per imparare l’italiano?

M. =  VERSO I 5 ANNI HO COMINCIATO A PARLARE TUTTE E DUE LE LINGUE .
S. = HO COMINCIATO A PARLARE QUANDO ANDAVO ALL’ASILO.

A. IO SONO ARRIVATO IN ITALIA QUANDO AVEVO SEI ANNI E ANDANDO A SCUOLA HO INIZIATO MOLTO VELOCEMENTE A PARLARE ITALIANO

Quali sono gli aspetti che vi piacciono del modo di vivere in Italia?

M. S.A. = A NOI PIACE IN ROMANIA.PERO’ CI PIACCIONO IL MARE E LA PIZZA.

Durante le vacanze restate in Italia o andate in Romania?

M. A. A VOLTE IN ITALIA A VOLTE IN ROMANIA

S. = VADO IN ROMANIA.

Vi è mai capitato di essere insultati o disprezzati per via di essere rumeni(dentro scuola/fuori)?

S.= NO!!!

A.M. A NOI SI.MOLTO SPIACEVOLE, PREFERIAMO NON RACCONTARLO

E’ capitato a scuola o fuori?

A.M.  SIA A SCUOLA CHE FUORI

Vi sentite diversi da noi siccome siamo di due lingue diverse?

M.= SI PERCHE’ IO SO PARLARE UN’ ALTRA LINGUA CHE LORO NON SANNO E MI SENTO UN’ ALTRA PERSONA , DIVERSO DA LORO.

S.A.= NO

Quando sarete grande preferireste vivere in Italia o in Romania?

M.S.=A NOI PIACEREBBE ANDARE IN ROMANIA MA LA SITUAZIONE ECONOMICA E’DIFFICILE.

A. MI PIACEREBBE AVERE UNA CASA IN ROMANIA, MA VIAGGIARE E COONOSCERE IL MONDO

 

CLASSE 2b

AUSCHWITZ

AUSCHWITZ
“SOLO QUANDO NEL MONDO A TUTTI GLI UOMINI SARA’ RICONOSCIUTA LA DIGNITA’ UMANA,SOLO ALLORA POTRETE DIMENTICARCI”
Fumo, polvere, urla, pianti, solo quello vedevo, solo quello sentivo. Cosa stesse succedendo io non lo so, la mamma diceva che io non dovevo preoccuparmi, ma come facevo se ogni giorno si viveva nella paura, nel panico e fra le lacrime? Come facevo a non preoccuparmi se ogni giorno ci nascondevamo nella cantina e la mamma non era più lei? Tutti questi pensieri si addormentavano con me la notte.
La mattina seguente venni svegliata dalle urla di mia mamma, mi alzai di scatto e corsi da lei, la vidi legata con mia sorella affianco a lei, c’era un’ uomo con loro, era apparentemente bello, occhi chiari, capelli biondi, ma aveva un aria crudele. Appena mi vide urlò qualcosa che non capii e mi prese legandomi le mani. Io,mamma e mia sorella eravamo legate e terrorizzate. Mia sorella Anna chiese:
-Mamma, dove ci portano?-
Restai zitta e abbassai la testa quasi per far capire che lo sapevo. Ma sinceramente non lo sapevo neanch’io ed ero curiosa della risposta della mamma. Mi girai verso di lei e vidi la sua faccia coperta di lacrime. Urlai.
-Mamma, mamma, è qualcosa di brutto? Hey mamma smetti di piangere e parla.-
La mamma non faceva nulla, non rispose e non parlò. Ci caricarono su un treno, era sporco, puzzolente e grigio, lì non c’erano posti ed eravamo tutti stretti. La mamma piangeva e ci abbracciava. Appena guardai fuori dal finestrino vidi una struttura circondata da filo spinato.
Mi facevo molte domande, ma nessuna risposta…
Ci portarono in una stanza,e ci divisero,maschi da una parte e femmine dall’altra.
Ero agitata non sapevo quello che stesse succedendo.
Degli uomini ci dissero:
“Vi raseremo i capelli a zero,per i pidocchi!”
Cosa? Ma non me li tagliano neanche per sogno! Mi dissi fra me e me.
Quando ebbi i miei capelli a zero mi diedero un pigiama a righe bianche e azzurre,tutti avevamo un numerino.
La notte la passai in una specie di capannone in legno,era umido e puzzava di sporco e di muffa,c’erano tantissime persone,per fortuna la mamma e Anna erano con me!
La notte la passai malissimo! Ma almeno la mamma mi tenne stretta per tutta la notte finchè non mi addormentai.
Il giorno seguente la mamma era agitata,e disse:
“In un modo o nell’altro ce ne andremo da qui!”
In diverse settimane quando eravamo costrette a fare il nostro lavoro scavavamo pian piano una buca senza farci scoprire,ammetto che era difficile non farsi notare,infatti scavavamo a turni in modo da non concentrare troppo l’attenzione su un soggetto.
Con la mamma ogni notte progettavamo il nostro piano di fuga,era difficile perchè eravamo sempre controllate! Cosi il nostro piano fu:
scavare una buca dietro il suo “letto”, tanto la struttura era fatto di legno e dietro i controlli non c’erano quindi era anche più facile mettere in atto la nostra fuga.
Parlammo alle persone che dormivano con noi e loro furono felici ed entusiasti del nostro piano!
Così il mese dopo riuscimmo a scappare,insieme a tutte le persone che ci hanno voluto aiutare, nel cammino verso una nuova città senza queste persone crudeli pensai a tutte le persone che sono morte o che non son potute scappare,avevo i sensi di colpa, ma ero felice di essere scappata e di iniziare una vita più felice! Sono Sara e questa è la mia storia,sono ebrea e sono sopravvisuta ai campi di concentramento!
-Gaia

quali youtuber preferisci?

Ormai ogni ragazzo o ragazza che apre youtube su cellulari, tablet o computer, si ritroverà a guerdare un video di qualche youtuber. Ma quali sono i preferiti dei ragazzi? Piacciono di più i gameplay, le parodie, o i vlog? Noi della redazione abbiamo deciso di soddisfare questa curiosità facendo un sondaggio online per tutti gli studenti della scuola. Se cliccherete sul link che segue accederete ad una pagina su cui potrete votare il vostro preferito nelle categorie gamer e parody. Mercoledì 3 aprile il tempo per votare sarà scaduto e pubblicheremo i risultati, perciò affrettatevi!

VOTA IL TUO YOUTUBER PREFERITO!